lunedì 22 maggio 2017

Recensione: "Per dieci minuti" di Chiara Gamberale. Un gioco per ricominciare a vivere!

Fortunatamente nel nuovo mondo della letteratura italiana, contaminata dalla forte presenza del mercato americano e dalla sua concorrenza, alcuni buoni scrittori resistono ancora a questa inevitabile contaminazione di linguaggi e generi. Chiara Gamberale è un esempio DOC di scrittrice italiana, vera, genuina, che trasporta le sue esperienze negative tra le pagine dei libri e mostrando in che modo è possibile affrontare la vita a cuore aperto.



PER DIECI MINUTI
Chiara Gamberale


Genere: Narrativa contemporanea italiana | Editore: Feltrinelli  Prezzo: 16,00€ /9,00€ econ. /6,99€ eBook | Pagine: 187 
Data di pubblicazione: 2 novembre 2013

Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l'hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.


Recensione

"Per dieci minuti" è il frutto di una narrativa italiana tutta biografica, raccontata in prima persona dalla stessa Chiara che, capitolo dopo capitolo, ci racconta della terribile fine del suo matrimonio, di come le sue abitudini da un giorno con l'altro siano dovute mutare in tutta fretta e quasi senza preavviso, di come la depressione possa portarci ad accantonare noi stessi, nell'angolo più remoto della nostra esistenza, in un buio profondo e freddo. Ma come ogni pozzo, dal quale sembra impossibile risorgere, vi è un fondo sul quale appoggiarsi per riprendere la spinta verso l'alto.

Chiara affronta la situazione di petto capendo di aver bisogno di una figura di riferimento, la sua analista, diversa da quella del marito che per tanti anni l'ha amata e sostenuta. Fino a quel momento. Per cercare di smuoverla dal torpore in cui sembra precipitata, essa le propone di fare un gioco: "Per un mese, a partire da subito, per dieci minuti al giorno, faccia una cosa che non ha mai fatto". Inizia così il diario che testimonia giornalmente la graduale e lenta guarigione di Chiara, in un percorso non semplice da percorrere ma determinato da una forte esigenza di serenità, di riscoperta personale e di messa alla prova delle proprie capacità. Il tutto descritto da una scrittura amabile e decisamente incisiva, critica e allo stesso tempo empatica. Sebbene "Per dieci minuti" abbia qualche calo di tono qua e la, durante la lettura,  quella della scrittrice rimane comunque una voce che ha tanto da insegnarci.


“ Puzzano e non hanno più il pelo morbido: ma quando prendi l'abitudine a un peluche è dura rinunciarci
     


Chiara Gamberale esamina in primis il divorzio di coppia come tema preponderante e causa scatenante della sua depressione, arrivando alla conclusione che "l'io" (ovvero il costante ed egoista pensar a se stessi ) abbia innescato una silenziosa reazione a catena che ha portato alla rottura della sua relazione. La colpa non è di nessuno e di entrambi. Lo racconta non tanto come un consiglio ma come dato di fatto. La quotidianità e la dolce routine sono fattori incredibilmente pericolosi che possono portare alla monotonia, alla stasi della vita che influenza negativamente l'animo di una persona, inducendo verso momenti di puro stress e di crisi esistenziale. Si giunge, dunque, a non considerare più la presenza di qualcun altro vicino, non più al "Noi", carattere fondamentale per l'amore che cementifica le basi di un rapporto solido. Chiara è persa, disorientata. Nei capitoli brevi del suo diario di vita si legge di come le semplici cose possono diventare qualcosa di pazzo, creativo, bizzarro, fuori dal comune e portar sollievo all'anima e al cuore. Una spensieratezza e una positività rinnovata, insomma. Il linguaggio che Chiara Gamberale vuole usare per raccontarsi è semplice e diretto, quasi come se stesse invitandoci a non abbandonarci in un mare di delusioni ma a dare un senso alla nostra esistenza, a reinventarla e a crearci nuove aspettative e abitudini.


VOTO: 3,5 stelle /su 5








L'AUTRICE
Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma, dove vive. Partita come giovanissima speaker radiofonica, ha collaborato con «Il Giornale» e nel 1996 ha vinto il Premio di giovane critica Grinzane Cavour, promosso da «La Repubblica». Ha esordito nel 1999 con Una vita sottile (Marsilio, premio Opera prima Orient-Express, Un libro per l'estate e Librai di Padova). Il suo ultimo libro "Adesso" è uscito nel 2016. È inoltre autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici come Quarto piano scala a destra su Rai Tre e Io, Chiara e L'Oscuro su Radio Due. Ha condotto anche il contenitore culturale Duende per l'emittente televisiva lombarda Seimilano. Collabora con «La Stampa» e «Vanity Fair» e ha un blog sul sito di «Io Donna» e del «Corriere della Sera». Ha diretto a Roma il laboratorio di scrittura creativa "Il calamaio". I suoi romanzi sono tradotti in quattordici paesi e sono stati a lungo in vetta alle classifiche in Spagna e America latina.
  
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