martedì 5 agosto 2014

"L'innocenza del serpente" di Sara Simoni |Segnalazione e intervista all'autrice

Questa cosa dello spazio agli esordienti scrittori, vi dirò, mi ha preso il cuore. In primis perché anche io lo sono, o almeno, lo sarò (e finché non terminerò mai le mie storie, non lo diventerò mai), e in secondo luogo perché in ogni storia, racconto, romanzo che sia, di questi amanti della scrittura, traspare un'aura quasi mistica e speranzosa, genuina direi, che mi convince sempre a dare fiducia, anche se molti di questi, alla fine non hanno un'esperienza letteraria tale da divenire celebri per le loro opere. Tutta questa bontà d'animo, infatti, mi ha convinta anche ad aprire un canale You Tube (che mai mi sarei sognata di creare), ed a realizzare video anteprime in una rubrica tutta nuova nominata Esordienti Scrittori Mania

Oggi vi presento Sara Simoni e il suo romanzo
 "L'innocenza del Serpente".




Titolo: L'innocenza del serpente 
Autore: Sara Simoni 
Genere: Mistero, Thriller 
Formato: E-book 
Casa Editrice: Giunti 
Pagine: 301 
Anno: 11 giugno 2014 
Prezzo: 4,99 € 
Dove trovarlo? Amazon| Kobo | Feltrinelli | inMondadori

Trama 
È notte fonda quando Mia arriva al belvedere, il suo posto segreto. È stata una giornata pesante nell’azienda in cui è stagista: per la prima volta ha discusso con Alba, la manager bella e carismatica che è il suo unico punto di riferimento. Non è nemmeno riuscita a restituirle il ciondolo a forma di serpente che ha trovato nel bagno dell’ufficio. Per di più il suo posto preferito è occupato da uno sconosciuto: un cinquantenne niente male e all'apparenza innocuo di nome Valerio. Il giorno dopo, però, di Alba in ufficio non c'è traccia, la donna è sparita nel nulla. Mentre Mia si scopre sempre più attratta da Valerio, che riappare casualmente nella sua vita, il mistero sulla scomparsa di Alba si infittisce. Per Mia il peso del ciondolo diventa sempre più insopportabile, le spire di quel serpente sembrano abbrancare tutti coloro che gli si avvicinano.Nella grigia e piovosa provincia lombarda, in nome dell’amore, dell’amicizia, dell’affetto paterno, c’è qualcuno che possa considerarsi innocente?


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"La prima volta che è venuta qui, pioveva.
Alba gliene aveva parlato la mattina, e la sera la ragazza si era 
precipitata subito dopo cena. Le viene da ridere. 
Avrebbe mai immaginato, quella stupida bambina di un tempo, che prima 
o poi sarebbe venuta qui a pensare all’uomo di Alba?"

(Estratto dal libro)

L'autrice

 Sara Simoni  è nata nel 1992 a Cavalese, in provincia di Trento, ma da sempre vive nella provincia lombarda. Neolaureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Milano, è appassionata di libri e storie. Nel tempo libero suona la chitarra elettrica e pratica il karate.


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1. L’innocenza del serpente è il tuo romanzo d’esordio; quanto tempo hai impiegato alla stesura del libro?

Sara risponde     Dalla prima scintilla nella mia testa alla data di uscita del romanzo è trascorso un anno e mezzo. I primi mesi sono stati dedicati al lavoro preparatorio: creazione dei personaggi e definizione della trama. Gli ultimi al lavoro di editing insieme alla Casa Editrice. La scrittura del romanzo in senso stretto mi ha occupato per poco meno di un anno.
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2. Raccontaci un po’ dei personaggi principali, e come sono nati.

Sara Risponde La protagonista del romanzo si chiama Mia, ha ventiquattro anni e dopo la laurea vive la crisi come molti suoi coetanei, passando da uno stage all’altro. Mi interessava l’idea di costruire un romanzo attorno a una figura apparentemente comune. Ho descritto alcune caratteristiche di Mia prendendo ispirazione da una persona che conosco, ma il personaggio è cresciuto e ha assunto presto una fisionomia propria; Mia è diventata così una ragazza all’apparenza spavalda, ma con una grande fragilità dentro, con il disperato bisogno di aggrapparsi a persone più mature. Soffre molto per l’incertezza della propria situazione lavorativa e non riesce a considerarsi ancora del tutto adulta.
Insieme a Mia è nato Valerio: quasi cinquant’anni, un figlio quindicenne con cui non riesce a comunicare e un divorzio alle spalle. La definizione della sua personalità è stata un’impresa che ho trovato insieme ardua e dolcissima. È un personaggio a cui mi sento molto legata dal punto di vista emotivo, forse perché nel corso della scrittura mi sono accanita nel mettere in luce tutte le sue debolezze.
Alba è il capo di Mia e l’ex-moglie di Valerio. Non compare mai come personaggio attivo nel romanzo, se non in un ricordo della giovane protagonista: è attorno alla sua scomparsa che ruota il mistero. Ho descritto la sua personalità attraverso il ricordo che ne hanno gli altri, perciò a volte sembra incredibile che la donna di cui parla Valerio sia la stessa cui pensa sempre Mia. La verità sul suo carattere e sul suo modo di essere è destinata a essere sempre distorta dal giudizio degli altri, e trovo affascinante l’effetto destabilizzante che questo fatto viene a creare.
L’ultimo tra i protagonisti a venire alla luce è stato Leo. Credo che sia il personaggio cui i lettori possano affezionarsi più facilmente: albino, si dà arie da duro, ma è dilaniato dall’odio e dal dolore per un vecchio amore. È nato per ultimo, ma è stato la rotella necessaria perché il meccanismo del romanzo funzionasse. Perfino il titolo è legato a un episodio che vede Leo come protagonista.
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3. Com’è nata la scelta di scrivere un thriller?

Sara risponde      Più che una scelta è stata una necessità: avevo i personaggi, avevo le relazioni che li legavano, e mi è parso evidente che il sentiero che potevano percorrere fosse solo quello, un po’ tenebroso, del thriller.
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4. Sicuramente, scrivendo il romanzo, ci sarà stata una parte a cui ti sei più affezionata. Frasi, parole, attimi... raccontaci.

Sara risponde       Ci sono stati brani che ho scritto sull’onda dell’entusiasmo, altri che mi sono usciti dalla penna un po’ più a fatica. Quando poi arriva il momento della revisione, capita di rendersi conto che il prodotto dell’entusiasmo non fosse poi così brillante, mentre quelle poche parole sudate costate sere intere alla lettura scorrono lisce come l’olio. Ciò che provo nei confronti delle mie stesse parole può essere molto mutevole, e dopo una revisione editoriale che ha toccato svariati aspetti il mio punto di vista sull’opera è cambiato. Senza dubbio, però, una scena a cui sono molto legata è il capitolo iniziale, in cui Mia e Valerio prendono definizione. Anche i momenti che vedono come protagonista Leo e i ricordi del suo passato mi sono rimasti nel cuore. Inoltre, ho provato un gusto particolare nel descrivere gli ambienti della provincia lombarda, con le strade, i boschi, il fiume che vedo tutti i giorni.
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5. Cosa distingue L’innocenza del serpente da altri romanzi? E in cosa, invece, assomiglia?

Sara risponde Penso che una peculiarità del romanzo risieda nei personaggi, nella loro umanità, e soprattutto nell’ambiguità che li contraddistingue: non ci sono buoni o cattivi, e, anche se alla fine il mistero della scomparsa di Alba viene risolto, non c’è nessuno che possa uscire da questa storia con le mani pulite e la coscienza a posto. Ho preferito evitare una storia in bianco e nero per distribuire pennellate di grigio su tutti i personaggi, nessuno escluso. Anzi, al termine del romanzo Mia riesce a maturare e a liberarsi delle ultime spoglie di adolescenza accettando di essere, a suo modo, colpevole.
Per il resto, l’impostazione generale del romanzo ricalca quella di ogni libro di genere: un mistero, qualcuno che indaga, indizi che con il procedere del romanzo fanno sospettare di uno o dell’altro... non ho avuto un modello particolare cui ispirarmi; senza dubbio molti stimoli hanno agito senza che nemmeno ne fossi consapevole.
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6. Quando scrivi prendi come riferimento uno scrittore in particolare, o ti ispiri ad un determinato libro.. raccontaci

Sara risponde  In generale quando scrivo non mi ispiro a nessuno in particolare. Leggo moltissimo e cerco di assimilare più che posso, ma quando viene il momento di impugnare la penna preferisco evitare che a parlare sia la scimmiottatura di qualche altro autore. Non penso certo che sia possibile scrivere senza imitare, in un modo o nell’altro. Però l’imitazione viene da sé e è connaturata alla storia. Cerco di far crescere una mia voce naturale, che, valga quello che vale, è il frutto di una personale ricerca attraverso sconfinate letture. 
Un mio punto di riferimento, tuttavia, può essere individuato in Philip Pullman. Quando ero poco più che bambina mi sono appassionata alla sua trilogia fantasy “Queste oscure materie”, che ho riletto con molto piacere anche negli anni successivi. Io non scrivo fantasy e il mio stile è piuttosto diverso da quello di Pullman. Ma quello che vorrei ottenere dalle cose che scrivo è la capacità di suscitare nei lettori le stesse emozioni che la lettura di quei romanzi ha suscitato in me. La strada è ancora lunga, e non so se davvero un giorno riuscirò a raggiungere questo obiettivo; però se posso dire di sapere almeno dove voglio arrivare è solo grazie a una “Bussola d’oro”.

Ringrazio Sara per questa intervista






3 commenti:

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    1. Siii Cristina, ho letto 299 e non ho potuto cliccare su Unisciti a questo sito! ahah. Scherzi a parte, mi sono unita al tuo blog perchè è bellissimo, ovviamente!! un bacio e grazie, fammi sapere se ti piace il mio canale!!

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