martedì 16 settembre 2014

"Bianca come il latte rossa come il sangue" di Alessandro D'avenia | # Recensione

"... L'amore è una specie di forza di gravità: invisibile e
 universale, come quella fisica. Inevitabilmente il nostro
 cuore, i nostri occhi, le nostre parole, senza che ce ne
 rendiamo conto vanno a finire lì, su ciò che amiamo, 
come la mela con la gravità."



Titolo: Bianca come il latte rossa come il sangue
Autore: Alessandro D’avenia 
Genere: Narrativa Italiana Ragazzi / Commedia/ Drammatico/ Romantico
Data di pubblicazione: 2010 
Editore: Mondadori 
Pagine: 254
Prezzo:
 13,00 € 

Voto: ✪✪✪✪


Trama 
Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori "una specie protetta che speri si estingua definitivamente". Così quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva.
 Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c'è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l'assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell'amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l'ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.


Recensione
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Devo dire la verità: la prima volta che uscì “Bianca come il latte rossa come il sangue”, il libro non attirò più di tanto la mia attenzione, tanto meno il film. Forse per via del titolo più lungo che io avessi mai letto, o per il messaggio misterioso che esso esprime senza far capire effettivamente se si tratta o meno di un buon romanzo. Ebbene lo è. In tutto e per tutto si tratta di un romanzo adolescenziale, ma non uno di quei generi narrativi per ragazzi che parlano d’amori svenevoli e litigi senza senso. No, cari lettori. Come cita il Corriere della Sera, sul retro copertina “Una storia commovente ma non disperata, di crescita e di formazione, con un grande afflato spirituale”. Tralasciando che non comprendo ancora la parola “afflato”, questa citazione data dal famoso quotidiano la si può comprendere solamente dopo aver letto il romanzo. Una storia sotto tutti i punti di vista molto filosofica, riflessiva, capace di rispondere a molte domande della vita che si incomincia a porsi dall’età delle scuole superiori. Come Leo, il nostro prorompente protagonista, che racconta in primissima persona e al presente ciò che sta vivendo sulla sua pelle, soffermandosi argutamente su pensieri adolescenziali, talvolta anche divertenti e ingenui. 


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"A volte basta la parola di qualcuno 
che creda in te per rimetterti al mondo"
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L’amore è sicuramente il suo primo pensiero. Beatrice, i suoi occhi verdi e i suoi capelli rossi (rossi come il sangue, come la passione, come l’amore). Leo è un ragazzo normale, come tutti gli altri. Gioca a calcetto, ama mangiare schifezze al Mac e organizzare la prossima sfida col suo migliore amico Niko. E poi c’è Silvia, la sua migliore amica, nonché compagna di classe e confidente. 
Per tutta la durata del romanzo aleggia un’atmosfera di spensieratezza, ed è bello leggere di quanto amore e attenzioni, il protagonista nutra per Beatrice, per la quale riserba la speranza di poterle esporre i suoi sentimenti, un giorno. Ma anche un’atmosfera di inquietudine e talvolta di rabbia, verso quelle che sono le ingiustizie e i dubbi della vita. Beatrice infatti è ammalata, una malattia grave che le fa perdere i capelli, la gioia di vita e la brillantezza che la contraddistingue. 
E’ da questa scoperta che la vita di Leo comincia a cambiare, scossa come una saetta in pieno petto, e i pensieri ininterrotti volano sempre verso a quella ragazza dalla grande luminosità, come una stella, grande e rossa. 


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"Il brutto della vita è che non ci sono istruzioni per l'uso. 
Tu le segui, e se il cellulare non funziona c'è la garanzia. 
Lo riporti indietro e te ne danno uno nuovo. Con la vita no,
 se non funziona non te la danno indietro nuova, ti devi
 tenere quella che hai, usata, sporca e mal funzionante. 
E se non funziona perdi l'appetito"
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 Le vicende che Alessandro D’avenia ci propone proseguono veloci, in brevi capitoli, composti alle volte da poche parole che riescono immediatamente e in modo profondo a darci l’idea di ciò che sta succedendo. Quasi ermetiche. Ed è proprio questo stile, diretto, fluido e semplice, che ci fa capire che si tratti un romanzo di narrativa per ragazzi. Piacevole e coinvolgente. Molto belle sono le similitudini e i contenuti che lo scrittore ci dona, arricchendo la nostra lettura, che si fa più colorata. E sono proprio questi colori i protagonisti, il rosso e il bianco, il bene e il male, pieno e vuoto. Contrasti che Leo ci racconta esserne ossessionato, per lo più spaventato dal bianco che metaforicamente rappresenta una vita povera di contenuti, e alla fine quindi, il nulla. Mentre il rosso diviene la metafora dell’energia, della consistenza, della vita. 
Leo vuole realizzarsi come persona e crearsi un futuro che spera sia al pari delle sue aspettative. 
Un tema molto comune, e dopotutto chi non ci ha mai pensato? 
La parte più bella è sicuramente verso la fine che (senza svelarvi nulla) le persone a lui care gli rivelano che la vita non è monocroma come lui pensa, ma è composta da mille o più colori. 


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"E tu cos'hai scoperto in questi anni, mamma?" 

" Che l'amore non vuole avere, l'amore vuole soltanto amare"
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Sul set del film, a sinistra Leo, interpretato da Filippo Scicchitano, in mezzo lo scrittore Alessandro D'avenia, e a destra Beatrice, interpretata da Gaia Weiss

Nel 2013 è stato prodotto un film ispirato alla trama del libro, diretto da Giacomo Campiotti, che vede come protagonisti e attori Filippo Scicchitano, Aurora Ruffino, Gaia Weiss e Luca Argentero. Ora mi manca solo questo: vedere se il film è rimasto fedele al libro!

VOTO: 4 stelle /su 5

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Scrittore e sceneggiatore. Laureato nel 2000 in Letteratura greca,
 insegna Lettere al liceo. Il suo romanzo d'esordio è Bianca come il latte, 
rossa come il sangue (Mondadori, 2010), da cui viene tratto l'omonimo film di cui lui scrive la sceneggiatura. 
Nel 2011 viene pubblicato Cose che nessuno sa (Mondadori).

I suoi romanzi sono tradotti in più di venti Paesi.


Sito internet: www.profduepuntozero.it/

2 commenti:

  1. Anche a me non ha mai ispirato fiducia, sarà che, tolti i classici, una buona parte del lavoro di convincimento o di richiamo del mio interesse lo fa la copertina e il titolo, e questo proprio non riusciva a catturarmi. Credo proprio, però, dopo aver letto la tua recensione, di potergli dare una possibilità! Madeleine

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  2. La tua recensione mi è piaciuta molto, tanto da farmi rivalutare il libro. Chiarisco che non l'ho ancora letto perchè non mi attirava, l'ho sempre avvicinato, per ignoranza forse, ai libri di Moccia, ma da quanto ho letto non è così! :)

    RispondiElimina

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